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Kardamomo Café è un blog di pura fantasia:
ogni riferimento a fatti, cose o persone realmente esistenti o esistiti è puramente casuale.

martedì 11 marzo 2008

Chissà...

... a quale stagione siamo arrivati?
Forse spinto dalle piogge dei giorni scorsi o da discorsi fatti Sabato mi è tornata in mente una canzone di Guccini. Non so se sia la più bella, perchè fare una classifica delle sue canzoni è veramente cosa ardua, diciamo che emotivamente era in quel momento la più coinvolgente.

Un'oca che guazza nel fango,
un cane che abbaia a comando,
la pioggia che cade e non cade
le nebbie striscianti che svelano e velano strade...

Profilo degli alberi secchi,
spezzarsi scrosciante di stecchi,
sul monte, ogni tanto, gli spari
e cadono urlando di morte gli animali ignari...

L'autunno ti fa sonnolento,
la luce del giorno è un momento
che irrompe e veloce è svanita:
metafora lucida di quello che è la nostra vita...

L'autunno che sfuma i contorni
consuma in un giorno più giorni,
ti sembra sia un gioco indolente,
ma rapido brucia giornate che appaiono lente...

Odori di fumo e foschia,
fanghiglia di periferia,
distese di foglia marcita
che cade in silenzio lasciando per sempre la vita...

Rinchiudersi in casa a aspettare
qualcuno o qualcosa da fare,
qualcosa che mai si farà,
qualcuno che sai non esiste e che non suonerà...

Rinchiudersi in casa a contare
le ore che fai scivolare
pensando confuso al mistero
dei tanti "io sarò" diventati per sempre "io ero"...

Rinchiudersi in casa a guardare
un libro, una foto, un giornale
e ignorando quel rodere sordo
che cambia "io faccio" e lo fa diventare "io ricordo"...

La notte è di colpo calata,
c'è un'oscurità perforata
da un'auto che passa veloce
lasciando soltanto al silenzio la buia sua voce...

Rumore che appare e scompare,
immagine crepuscolare
del correre tuo senza scopo,
del tempo che gioca con te come il gatto col topo...

Le storie credute importanti
si sbriciolano in pochi istanti:
figure e impressioni passate
si fanno lontane e lontana così è la tua estate...

E vesti la notte incombente
lasciando vagare la mente
al niente temuto e aspettato
sapendo che questo è il tuo autunno...
che adesso è arrivato..
.

A richiamarmi alla mente queste parole è stata la lettera scritta da un'anziana signora per un giornalino di un paesino dell'hinterland torinese (sì, sempre quello!), parole diverse ma gli stessi concetti, riportati solo in maniera ovviamente meno poetica, altrettanto toccanti.
Magari è una cazzata, non sono ancora ufficilmente arrivato alle 40 primavere -che comunque, per rifarsi al Guccini, equivarrebbero ad essesere circa a fine Giugno primi di Luglio- ma questa visione dell'invecchiare mi mette su un'angoscia... oltretutto devo ancora finire (ottimista! Diciamo iniziare) di installare la DSL... forse meglio darsi una mossa, posso mica arrivare ai primi di Ottobre!
Magari domani, con l'aiuto del tempo, avrò una visione più serena del tutto...



Si sta come, al boot, nell'MBR, il Grub...



5 commenti:

Andrea Colombo ha detto...

Da un vecchio ad un altro vecchio:
La crisi-dei-quaranta ESISTE!

Cazzo... credimi! Io ci sono in mezzo!
Tu non fare le stesse cazzate che ho fatto io per sfuggirgli, pero'...
Finche' uno si compra la moto, va ancora bene... piu' di questo pero' ed entri a 180Km/h in un campo minato... e per di piu' con la moto di cui sopra!

b3rtinik ha detto...

al momento i miei mantra gucciniani sono "una altro giorno é andato" e "vedi cara". sulla crisi dei quaranta non posso commentare in altro modo che citando il buon vecchio Nanni: "Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne." ... devo chiedere a mio padre se anche lui alla mia etá si sentiva cosí. ogni tanto penso di si, ogni tanto di no. ogni tanto pernso che i mutamenti sociali, di costume, di vita abbiano introdotto una instabilitá tutta nuova che se vissuta in un certo modo puó essere entusiasmante e arricchente. voglio dire, la generazione di mio padre a quarant'anni era assestata. non finita, ma finalmente stabile. a noi quasto non sta capitando. ogni tanto penso che non sta capitando a "noi". a noi che viviamo un contasto sociale e lavorativo moooolto 'ritagliato', molto protetto, molto particolare. mentre il resto della popolazione quarantenne, fatemi dire, 'normale', in fondo vive esattamente come mio padre ai suoi tempi. e per loro l'instabilitá, la velocitá, la variabilitá non sono un fatto completamente positivo. ma io sono io. io sono un (quasi!) quarantenne 'ritagliato'. ho un lavoro nuovo, uno stipendio piú alto, qualche trigo, vado in giro. ... credo che mi sentiro 'immortale' ancora per un po' di tempo!

b3rtinik ha detto...

(ho chiuso il sommento un po' in fretta. ma anche gli immortali hanno un capo che poi gli chiede "che cacchio hai fatto tutta la mattina?" ... ne riparliamo)

Grub ha detto...

Effettivamente a comprarmi la moto ci avevo anche pensato, ma il campo minato lo avrei attraversato si` a 180, ma bendato... mi ha sempre dato fastidio la vista del sangue...
In realta`, a parte i pensieri sulla mia vecchiaia che per ora sono tranquilli in un cassettino semiaperto, mi preoccupano di piu` quelli di mia nonna... non so... non vorrei avesse cominciato a ripiegare le vele...

Andrea Colombo ha detto...

Dai alla tua nonna quello che le "serve".
Dalle pensieri belli e allontanala dalla memoria breve.
Stalle vicino, ma senza farti notare... e questa e' la cosa piu' difficile.